JAN SHOLTEN: OMEOPATIA E GLI ELEMENTI DELLA TAVOLA PERIODICA
JAN SCHOLTEN: OMEOPATIA
E GLI ELEMENTI DELLA TAVOLA PERIODICA
(Ed. Salus Infirmorum,
2007, trad. Dott.ssa Emma Pistelli).
Il
testo che segue si propone di riassumere, per forza di cose limitatamente alle
sue linee più generali, parte dell’importante lavoro dell’Omeopata olandese Jan
Scholten.
Come
autrice di questo riassunto, ho scelto di non chiamare gli elementi col nome
della loro forma omeopatizzata, (ad es.: Hydrogenium anziché Idrogeno (H)), non
essendo un’Omeopata, ma preciso che l’Autore fa corrispondere, ai singoli
elementi o alle combinazioni di elementi, il nome del relativo rimedio
omeopatico.
L’assunto principale di
Jan Scholten è che nella Tavola Periodica degli Elementi siano rintracciabili,
in qualche modo, fasi e stadi di sviluppo della coscienza e della psiche umane;
gli elementi corrisponderebbero, pertanto, a certe tipologie di individuo, in
un dato momento del loro percorso esistenziale. Il concetto di Serie e quello di Stadio, che saranno illustrati poco più avanti, raffigurano
rispettivamente la natura e la posizione dell’individuo all’interno del più
ampio disegno che rappresenta la sua vita, il suo percorso e lo sviluppo dei
suoi progetti fondamentali.
Bisogna intanto
premettere che la Tavola Periodica degli Elementi, in Fisica e in Chimica,
viene convenzionalmente suddivisa in periodi
(gli elementi si distribuiscono lungo le linee orizzontali) e gruppi (lungo le verticali).
Ad ogni casella della
Tavola corrisponde un elemento; alcuni sono Non Metalli, altri Metalli di
Transizione, altri Metalli propriamente detti, poi ulteriori Non Metalli, Gas
Rari e, infine, due sottogruppi, quello dei Lantanidi e quello degli Attinidi,
in realtà afferenti alla macrocategoria dei Non Metalli, derivati in maniera
frattalica, rispettivamente, dalla cosiddetta Serie dell’Oro e da quella
dell’Uranio.
Ciascun elemento è
seguito da un altro che ha un numero atomico progressivamente maggiore, in base
al proprio peso atomico; pertanto, dall’Idrogeno (H) al Meitnerio (Mt), tutti
gli elementi, in progressione, andranno da quello atomicamente più leggero a
quello più pesante.
Inoltre, la parte più
alta della tavola si presenta, visivamente, come più “rarefatta”, in qualche
modo rada rispetto alla presenza stessa degli elementi: ad esempio, nel primo periodo, fra Idrogeno (H) ed Elio (He),
intercorrono ben sedici spazi vuoti, spazi dove, cioè, le caselle che
dovrebbero ospitare degli elementi semplicemente non esistono; Idrogeno (H) ed
Elio (He) sono, pertanto, gli unici due elementi del periodo.
I periodi viceversa più in basso, visivamente, contengono sia
elementi atomicamente più pesanti, sia una maggior densità nella presenza
stessa degli elementi.
E’ importante però
evidenziare che Scholten dà, in maniera originale ma più efficace, una
nomenclatura differente da quella chimico-fisica: quelli noti come periodi, diventeranno per lui le Serie; i gruppi, vengono invece da lui identificati come Stadi.
Non ostante ciascuna
Serie contenga più elementi, essa viene identificata dall’Autore dall’elemento
che la caratterizza “per antonomasia”, quello che secondo lui è,
sostanzialmente, rappresentativo della Serie stessa: per esempio, egli chiamerà
Serie del Ferro o Serie dell’Argento quelli che in
Chimica e Fisica sono chiamati, rispettivamente, quarto e quinto periodo della Tavola periodica. Ferro e
Argento, nel caso portato ad esempio, saranno per lui gli elementi
simbolicamente più pregnanti di quella Serie (ovvero periodo). Simbolicamente,
appunto: perché ciascuna serie illustra e racconta, secondo Jan Scholten, un
particolare momento dell’evoluzione del singolo individuo.
L’intuizione
fondamentale dell’Omeopata olandese è, infatti, quella di considerare le fasi
del processo evolutivo della coscienza umana, alla quale anche lo stato di
salute fisica soggiace, rappresentato e riassunto, e in qualche modo persino previsto,
dalla Tavola Periodica degli Elementi.
Egli addirittura agevola
la visualizzazione di questa sua idea con il seguente metodo: “agganciando” idealmente
l’ultimo elemento di una Serie al primo della successiva (ad es.: Elio (He) con
Litio (Li), e così via), e “srotolando” quindi questa virtuale configurazione,
convenzionalmente rappresentata come lineare, egli ridisegna una spirale in cui
ogni braccio contiene una Serie di elementi, partendo dal centro (il punto più
piccolo e interno della spirale: infatti vi è solo Idrogeno (H)), fino ad
arrivare al suo braccio più ampio, che contiene gli ultimi, e più pesanti,
elementi, come in un ipotetico moto espansivo dal piccolo al grande,
dall’interno all’esterno, dal particolare all’universale.
E’ facile comprendere
come vi sia una matrice fortemente filosofica e spirituale in questa teoria, ed
è pertanto importante tenerla presente tanto nella valutazione dei casi e dei
rimedi da adottare, quanto, soprattutto, nella capacità di intuizione che viene
richiesta al terapeuta nella ricerca del “bandolo della matassa”: la storia
personale del paziente, i punti di forza del suo carattere e le sue debolezze,
i temi dominanti di tutte le sue scelte di vita, saranno infatti dirimenti per
inquadrare, letteralmente, la posizione del paziente stesso all’interno di
questo disegno, in cui ogni spazio è occupato con precisione da un elemento che
è in qualche modo “attore”, in un dato momento, delle dinamiche e dei processi
in corso nella vita del paziente stesso.
Ad esempio, il tema del
Comando, del Successo, rivestirà un’importanza primaria nella vita di un
paziente che, facilmente, si potrà inquadrare nella Serie dell’Oro (materiale
con cui veniva forgiata la corona dei Re); ma nella Serie dell’Oro (elemento,
lo ricordiamo, “per antonomasia” chiamato a rappresentare tutti gli altri della
Serie, in quanto simbolicamente più significativo) vi sono ben altri
diciassette elementi oltre l’Oro, quindi come sapere in quale Stadio di tale
Serie (quindi in quale momento, situazione, fase esistenziale) si trova il
paziente in questione?
Attraverso un dialogo
dettagliato con lui, il terapeuta potrà individuare le caratteristiche del
momento problematico vissuto nel presente: se, ad esempio, il problema legato
al tema del Successo comporti un senso di indebolimento del Sé, o di mancato
riconoscimento da parte di una figura autorevole, o di minaccia che viene da
rivali, etc.
A seconda della
risposta che saprà fornire a tali domande, il terapeuta potrà individuare,
sempre a titolo di esempio, nell’Osmio (Os) o Renio (Re) o nel Mercurio (Hg)
l’elemento specifico di tale Serie, ovvero quello che interseca perfettamente
lo Stadio, cioè, ancora, il momento presente, il punto della vita in cui il
paziente si trova al momento. L’elemento per lui utile sarà, quindi, non quello
che, come potrebbe intuirsi superficialmente, gli manca a livello chimico;
bensì quello che, simbolicamente, per affinità, descrive una certa fase
processuale di vita e di dinamiche prettamente umane.
Parte della sua
intuizione, inoltre, pertiene al fatto che gli Elementi si distribuiscono, in
ciascuno Stadio, come in un processo
che parte da un inizio, passando per un culmine, per terminare con un declino.
Questa non deve essere considerata una valutazione pessimistica circa la possibilità
di riuscita del rimedio o di guarigione del paziente, ma come il normale
decorso di ciascun fenomeno che si manifesti in questa dimensione: infatti,
inevitabilmente, alla nascita seguirà lo sviluppo e infine, improrogabilmente,
la morte. Ciò mostra anche come certe età della vita possano più facilmente
essere inquadrate in determinati Stadi, e rende altresì più agevole la diagnosi
e la scelta del rimedio opportuno.
E’ come se si trattasse
di un lungo ciclo, all’interno del quale vi siano vari passaggi: il progetto
iniziale, l’incertezza nel muovere i primi passi all’interno di questo, la
spinta risolutiva ad intraprenderlo finalmente, le reticenze che presto
subentrano, e poi magari il successo, seguito da un voler cambiare e infine
abbandonare, desistere, o semplicemente fallire. Per quasi tutte le Serie gli
Stadi sono diciotto, ma, come premesso, le prime Serie presentano invece
pochissimi Stadi (la prima soltanto due), come se, man mano che si scenda nella
Tavola Periodica, anche il grado di complessità andasse aumentando all’interno
del percorso individuale; una maggior differenziazione ed anche grado di
errore, all’aumentare della profondità e ricchezza dei vissuti (quelli dell’Oro
fanno parte di un momento evolutivo certamente successivo, e più profondo, di
quelli del Carbonio).
Pertanto, possiamo
riassumere così le fasi del processo, passanti per ciascuno Stadio
(visualizzabile, lo ricordiamo, sulla Tavola Periodica come gli elementi delle
linee verticali):
I primi elementi di
ciascuna Serie, e quindi il primo Stadio di ciascuna Serie, sono
rispettivamente Idrogeno (H), Litio
(Li), Sodio (Na), Potassio (K), Rubidio (Rb), Cesio (Cs) e sono i momenti
rappresentativi della fase di “inizio”
di qualsivoglia progetto, percorso o
missione di vita;
Il tema del “trovare uno spazio proprio” sottosta
agli elementi in seconda posizione come Stadio, e sono, progressivamente, Serie
per Serie: Berillio (Be), Magnesio (Mg),
Calcio (Ca), Stronzio (Sr), Bario (Ba);
Il “confrontarsi” pertiene al terzo
Stadio, i cui elementi, sempre presi di Serie in Serie, sono: Boro (B), Alluminio (Al), Scandio (Sc),
Ittrio (Y), Lantanio (La);
Il tema “decisione” è proprio del quarto
Stadio, che contiene: Titanio (Ti),
Zirconio (Zr), Afnio (Hf);
Al quinto Stadio,
quello relativo alla “preparazione”
troviamo gli elementi Vanadio (V),
Niobio (Nb), Tantalio (Ta);
Il “mettersi alla prova” afferisce al sesto Stadio: Cromo (Cr), Molibdeno (Mo), Tungsteno (W);
Il settimo Stadio si
riferisce al concetto di “allenamento”,
e vi si trovano: Manganese (Mg),
Tecnezio (Tc), Renio (Re);
L’ottavo Stadio ospita
il tema della “perseveranza”, con
gli elementi; Ferro (Fe), Rutenio (Ru),
Osmio (Os);
Quando si arriva alla
fase del “successo in vista”,
gli elementi, appartenenti al nono Stadio, sono: Cobalto (Co), Rodio (Rh), Iridio (Ir);
Il tema del decimo
Stadio è quello legato al “Maestro o
Signore”, e gli elementi di riferimento sono: Carbonio (C), Silicio (Si), Nichel (Ni), Palladio (Pd), Platino (Pt);
Al tema del “mantenimento del potere” sono
collegati i seguenti elementi, nell’undicesimo Stadio: Rame (Cu), Argento (Ag), Oro (Au);
Quando il momento
indica la fase della “divisione”,
che è il dodicesimo Stadio del percorso, gli elementi che troviamo sono Zinco (Zn), Cadmio (Cd), Mercurio (Hg);
Alla “ritirata” corrispondono, nel tredicesimo
Stadio, Gallio (Ga), Indio (In), Tallio
(Tl);
Quando le scelte, il
percorso, al quattordicesimo Stadio, diventano sclerotizzati nel tema della “formalità”, vi sono Germanio (Ge), Stagno (Sn), Piombo (Pb);
Al quindicesimo Stadio
corrisponde il tema della “sconfitta”:
vi trovano posto Azoto (N), Fosforo (P),
Arsenico (As), Antimonio (Sb), Bismuto (Bi);
Alla fase del “ricordo”, sedicesimo Stadio,
appartengono Ossigeno (O), Zolfo (S),
Selenio (Se), Tellurio (Te), Polonio (Po);
Al diciassettesimo
Stadio, dove il tema è “il lasciarsi
andare finale”, gli elementi sono: Fluoro
(F), Cloro (Cl), Bromo (Br), Iodio (I), Astato (At);
Allo “Stadio zero”, o
diciottesimo ed ultimo Stadio, relativo al concetto di “riposo”, afferiscono gli elementi, che sono anche gas rari,
Elio (He), Neon (Ne), Argon (Ar), Cripto
(Kr), Xeno (Xe), Radon (Rn).
In realtà, questa può
essere la fase di riposo prima di ogni nuovo inizio, dato che ciascun ciclo non
deve necessariamente concludersi per sempre, ma riparte, generalmente, da zero,
da una fase embrionale, di pura potenzialità.
Comunque, le persone
rintracciabili in questi gas rari, possono essere affette da autismo, da
handicap, o essere degli esiliati/rifugiati (a seconda dell’elemento, ad
esempio nel caso di Xeno (Xe)). Sono
sempre persone fortemente isolate, in fase di drammatica inattività, come
avviluppate in un bozzolo dal quale si sentono protette.
Per quanto riguarda le Serie, ovvero i Periodi della Tavola Periodica, abbiamo detto come Scholten le
definisca in base all’elemento più caratterizzante (che, comunque, è anche,
banalmente, quello più conosciuto: l’Oro è più noto dell’Astato, l’Argento del
Niobio, e così via).
Ciascuna Serie (esse
sono sette), che va ad aumentare in peso man mano che si scende verso il basso
della Tavola, corrisponde, per l’Autore, ad una fase del cammino dell’essere
umano, o, se vogliamo, ad un ruolo, a delle dinamiche precise che si attuano in
determinati momenti del processo evolutivo della coscienza.
La
Serie dell’Idrogeno (primo periodo) è quella dell’Incarnazione: il tema fondamentale è il
concetto stesso, elementare, di Esistenza. Lo spazio di riferimento è ancora
quello dell’utero materno; è come se la fase specifica, all’interno del
percorso di vita, fosse ancora quella fetale.
La prima Serie
comprende comunque soltanto Idrogeno (H) e, al capo opposto della linea
orizzontale, separato da sedici spazi vuoti, un gas raro, l’Elio (He).
In maniera uguale e
contraria, il concetto di Essere equivale, nelle problematiche del tipo in
questione, a quello di Non Essere: la scelta, il dilemma amletico, è qui quello
se sia il caso di vivere veramente, oppure no. Queste persone percepiscono
dapprincipio una grande unione con la Vita e con la Natura, e allo stesso
tempo, se fallisce questo senso di simbiosi, a cominciare dal rapporto, per
esempio, con la Madre, vivono una drammatica scissione che può culminare con
patologie di tipo autistico o schizoide.
La
Serie del Carbonio (secondo periodo) ha per tema
l’Io, il primo contatto con l’Identità, cui si è ancora vincolati senza uno sviluppo
interiore ancora particolarmente evoluto. L’età simbolica è quella del bambino.
Gli elementi che la
compongono vanno da Litio (Li) a Neon (Ne). La domanda fondamentale è relativa
alla differenza fra sé e l’esterno, e, in rapporto a questa domanda, al proprio
valore di sé per il Mondo e del Mondo per sé.
La
Serie del Silicio (terzo periodo) riguarda, idealmente, uno spirito adolescente: comincia a
delinearsi l’idea di “altro”, e questo diventa il tema dominante nel pensiero
del tipo appartenente a tale Serie.
Gli elementi vanno da
Sodio (Na) ad Argon (Ar).
La
Serie del Ferro (quarto periodo) è ben descritta dall’Elemento che la riassume, quello con
cui si forgiavano gli attrezzi, gli utensili e le armi: l’età di riferimento è
ormai quella adulta, e il tema è il Lavoro, il rapporto con l’ambiente intorno,
ma ancora circoscritto ad un ideale “villaggio”, laddove, fino alla Serie del
Silicio, il rapporto con l’Altro era al massimo riferito all’altro come parente
o amico di scuola.
C’è un desiderio di
estrinsecarsi nel Mondo esterno a sé, senza una particolare attenzione al
vissuto interiore più profondo, ai rapporti umani di tipo sentimentale più che
d’affari, alla creatività e alla spiritualità.
E’ la serie in cui si
possono inquadrare le persone che vivono per il lavoro, o, in altri tempi, i
soldati, guerrieri etc.
Contiene gli elementi
da Potassio (K) a Cripto (Kr).
Con il quinto periodo, quello costituito dalla Serie dell’Argento, da Rubidio (Rb) a
Xeno (Xe), abbiamo finalmente a che fare con individui che sanno, o vogliono,
scrutare nel loro mondo interiore, oltreché più lontano da loro, al di là di
confini più ampi. Il tema è quello delle Idee: a questa Serie appartengono
tutti gli artisti, ma anche i terapeuti, coloro che sentono di avere una
“missione” più alta, quasi una Chiamata ad un’azione evolutiva e adiuvante per
l’Umanità; sono gli idealisti, i creativi, i geni che operano rivoluzioni col
Pensiero.
Il mezzo col quale
maggiormente si estrinsecano è la parola: di solito lavorano con questa, e sono
generalmente medici e psicoterapeuti, o con la descrizione attraverso immagini,
nel caso svolgano una professione artistica.
Il sesto periodo, la Serie dell’Oro, che va da Cesio (Cs) a Radon (Rn), è legata al tema
del comando, del potere e della potenza, della leadership. Chi appartiene a
questa Serie è insomma un “Re”, o vorrebbe esserlo, e il suo conflitto
esistenziale è legato ai vari aspetti di questa natura, che, come sempre quando
si parla di Omeopatia, si esprime in una maniera duale: è la cosa in sé e il
suo opposto, pertanto un Re può essere un tiranno, oppure aver perso il suo
Regno o essere sul punto di perderlo, può rinunciarvi, abdicare, può essere
investito dall’Alto o comunque portatore di una enorme responsabilità, etc.etc.
Gli Stadi di questa
Serie, come delle altre, esprimeranno questi differenti aspetti in cui si potrà
individuare, come già detto, il Presente del paziente. Di solito le persone che
appartengono a questa Serie riportano patologie agli occhi.
L’ultima Serie, ovvero
il settimo periodo, è la Serie dell’Uranio (va da Francio (Fr) a
Plutonio (Pu)), corrispondente, sempre simbolicamente, alla senescenza.
A questo punto si è
proiettati “oltre”, verso l’Infinito, ci si prepara a tirare i remi in barca
sul piano materiale, ma anche ad indagare su energie più sottili ed invisibili:
è la Serie legata alla Magia e all’intuizione. Si tratta di persone solitamente
chiaroveggenti o chiaroudenti, che ricevono messaggi da altre dimensioni,
votate in maniera profonda, e solitamente nascosta, all’evoluzione
dell’umanità.
Anche in questo caso,
il rovescio della medaglia può far sì che il “Mago” in questione sia un
Rasputin, una spia, un referente dei potenti della Terra: alto è il rischio di
caduta.
Un’altra importante caratteristica del testo
di Scholten (di cui è importante ricordare gli altri suoi lavori complementari
a questo, ovvero “Omeopatia e Minerali” e
“Lantanidi segreti”, quest’ultimo dedicato specificatamente a quello che è un
gruppo frattalico della Serie dell’Oro, e in cui l’Autore individua la maggior
parte delle tipologie di individuo contemporaneo, informatizzato, digitalizzato
etc.), è il contemplare la possibilità di una combinazione di elementi per
ottenere un composto, che unisca il tema di un dato Stadio a quello più
generale di una Serie.
Ad esempio, Natrum Sulphuricum, Natrum Carbonicum, Natrum
Phosphoricum, Natrum Muriaticum, sono tutte combinazioni del Sodio (Na, Natrum)
con elementi che definiscono più dettagliatamente il tema precipuo di quella
persona.
Inoltre, mentre l’area
della Tavola Periodica più a sinistra avrà caratteristiche di tipo Yang, secondo la filosofia e l’olismo
cinesi, comprendendo quegli elementi che acquistano un elettrone (cationi), gli elementi dell’area di
destra, che tendono a perdere un elettrone (anioni), avranno specificità di tipo Yin.
Nell’accostarsi ad un
caso, inoltre, va individuato il cosiddetto “rimedio in bianco”, ovvero è
necessario accertarsi di aver escluso tutti quei sintomi generici, quelle
espressioni, quelle illusioni che possono conformarsi un po’ a chiunque.
Debolezza, ansia, tristezza o pessimismo non possono costituire dati utili per
delineare un caso, per identificare un rimedio; elementi tra loro diversissimi
come Natrum (Na, Sodio) e Kalium (K, Potassio) posso entrambi
presentare caratteristiche generiche apparentemente molto simili.
· Perché l’attribuzione di
determinate specificità a dei tipi umani e psicologici, a delle fasi della loro
esistenza, in relazione a dati elementi presenti in Natura? L’Autore non
fornisce completamente, in questo testo, una risposta ad una domanda che tende
a sorgere quasi ovvia. Una riflessione possibile su di essa potrebbe essere
questa: tutta l’Omeopatia si basa sul concetto di “simile”; abbiamo imparato a
conoscere questa somiglianza come contemporaneamente uguale ed opposta, come
foriera, cioè, anche del suo rovescio. Ad esempio, la Nux Vomica, in Natura, provoca violenti crisi di vomito: non
ostante e in virtù di questo, la stessa sostanza omeopatizzata, nella sua
valenza puramente informazionale, combatte proprio il senso di nausea e la
coazione al vomito. Pertanto, credo che anche gli Elementi, con la loro precisa
conformazione atomica, le loro proprietà elettriche, magnetiche,
piezo-elettriche, la loro configurazione liquida, solida oppure gassosa, la
capacità di avere scambi con altri elementi e di generare particolari stati di
aggregazione, possa evocare, sempre a livello simbolico ed informazionale,
caratteristiche simili nella personalità e nello spirito dell’Uomo. Se,
portando un altro esempio, l’Idrogeno (H) è costituito da un solo atomo, ed è
separato, nella Tavola Periodica, da una lunga distanza spaziale da tutti gli
altri Elementi, compreso l’Elio (He), che pure fa parte della stessa Serie, lo
si può considerare affine, risonante, rispondente ad un tipo umano solitario,
escluso, esiliato, anche a livelli parossistici come può essere la persona
affetta da autismo o da psicosi, e inoltre semplice, impoverito, dotato di
scarsa complessità, tendente a percepire un’unione simbiotica con l’Universo
(egli è Uno, non ha altri punti di riferimento), che al contempo lo rende solo
e differente proprio da questo Tutto. Il tipo Hydrogenium, difatti, sperimenta proprio questi sentimenti di
fusione cosmica e al contempo solitudine siderale, etc.
Questo discorso, a titolo
esemplificativo, potrebbe ripetersi per ogni singolo elemento e per il
risultato della sua combinazione con gli altri, conoscendone, si dà per inteso,
le caratteristiche fisico-chimiche onde poter effettuare una verosimile
considerazione delle analogie col paziente che ”risuoni” con tali peculiarità.
· Si può notare, e lo stesso Scholten
non fa mistero delle suggestioni ricevute, come le Serie e gli Stadi echeggino
in maniera sostanzialmente compatibile i ruoli e i punti topici del percorso
degli “attori” archetipici suggeriti dal testo fondamentale di Joseph Campbell,
“L’Eroe dai mille volti” (Lindau, 2012).
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