RAJAN SANKARAN: LA SENSAZIONE IN OMEOPATIA
RAJAN SANKARAN: LA
SENSAZIONE IN OMEOPATIA. (Ed. Salus
Infirmorum, 2008, trad. Dott.ssa Anna Fontebuoni).
Riassumo
di seguito i punti principali dell’idea del famoso Omeopata di Mumbai, relativa
al dialogo terapeuta-paziente e all’inserimento ideale di quest’ultimo
all’interno dello schema cosiddetto dei “Tre Regni”. Prezioso e indispensabile, ai fini di questa ulteriore sintesi, il contributo del Dott. Roberto Gava per il suo "SCHEMI DIAGNOSTICO-TERAPEUTICI - SINTESI DELLA PRESA DEL CASO E DELLA CLASSIFICAZIONE NATURALE DEI RIMEDI OMEOPATICI", sempre edito da Salus Infirmorum, 2005, tradotto dalla Dott.ssa Anna Fontebuoni e dal Dott. Roberto Gava.
La presa in caso del
paziente comporta una serie di valutazioni delicate, dove indispensabile è un
ascolto attento ed umile. Si deve chiedere principalmente la sensazione
generale di malessere del paziente, che quasi sempre corrisponde ad
un’illusione, alla cosiddetta “falsa percezione”. Di solito, è in seguito a
tale falsa percezione che si manifestano sintomi fisici legati ad un malessere
psicologico ed emotivo.
La falsa percezione è
conseguente ad un evento occorso realmente al paziente, o addirittura ad un suo
genitore o progenitore, che non viene risolta e che pertanto continua ad
esistere, ma informando, illusoriamente, anche quelle situazioni apparentemente
scollegate da tale evento. Per cui la reazione continua ad esservi, la malattia
a progredire, anche se si somministra il rimedio apparentemente giusto (fu a
questo punto che Hahnemann postulò l’esistenza dei Tipi Miasmatici, vedendo che
le malattie continuavano a persistere non ostante la somministrazione del
Simillimum accuratamente selezionato). I rimedi in omeopatia sono, dopo tutto,
“malattie artificiali”, per cui quello che va scardinato in primo luogo è proprio
il meccanismo che innesca la reale malattia, imprescindibile dalla presa in esame
della falsa percezione della realtà, dell’illusione su cui il paziente gestisce
la sua quotidianità effettiva ed interiore. Senza che questo avvenga, non può
esservi cura efficace.
Soprattutto, i sintomi
della malattia saranno, paradossalmente, il meccanismo di sopravvivenza attuato
dal paziente, sempre illusoriamente, per gestire la sua vera situazione
problematica; la persona tenderà sempre a reagire, a tutte le situazioni, come
se queste non fossero che sempre la stessa, originaria situazione che ha generato
il problema esistenziale, ed anche il rimedio sarà scelto in base a questo,
ovvero all’illusione, più che al reale bisogno del paziente, poiché, appunto,
si tratta di una “falsa malattia”, tanto nel caso del rimedio, quanto nel caso
della falsa percezione della realtà.
Chiedere dei sogni, degli incubi, degli
hobbies, prestando orecchio agli aggettivi ed agli avverbi che vengono
utilizzati per descriverli: il linguaggio del paziente fa sempre evincere quale
sia la natura del suo disturbo e, soprattutto, se pertenga al regno animale,
vegetale o minerale. Eventuali metafore, similitudini, iperboli nel linguaggio,
evocheranno facilmente la sfera di pertinenza in cui andare a cercare il nucleo
generale che forma il sistema di riferimento, carattere e idiosincrasie della
persona. Es. (“Mi sento bloccato”, “…Fragile”, “…Orripilante” etc.
In sintesi, la
“scaletta” da seguire nel dialogo iniziale sarà costituita dai seguenti punti:
-
Sensazioni soggettive;
-
Sensazioni oggettive;
-
Sintomi caratteristici (per es., avversione
per i gatti, da collegare al tipo di persona che generalmente presenta questo
tipo di avversione);
-
Sintomi peculiari (per es., l’avversione
per i gatti nella fattispecie, ovvero gli eventi della storia del paziente in
relazione a tale problematico rapporto);
-
Generalità;
-
Sogni.
I
sogni saranno tanto più significativi quanto più tenderanno a ripetersi, ad
essere vividi, a non avere apparenti connessioni con la quotidianità del
paziente.
Per
quanto riguarda i sintomi prettamente fisici, lo screening virtuale verterà sui
punti di seguito riportati:
-
La malattia presente e le sue modalità;
-
Le malattie concomitanti (spesso
indicatori evidenti del rimedio da adottare);
-
La storia passata del paziente;
-
I fattori scatenanti.
I
primi contesti su cui lavorare per trovare il Simillimum, il rimedio unico,
sono quelli dei Miasmi e dei Tre Regni.
Miasmi: Quelli
classificati da Hahnemann sono tre, rispettivamente in ordine di gravità,
ovvero stato di disperazione, dal punto di vista psicologico, o distruzione, da
quello organico:
Psorico (necessità
di combattere per ottenere il successo, con conseguente ansia e stress
permanenti dovute ad insicurezza nelle proprie abilità; non vi è minaccia per
la vita, solo intenso stress, come proprio nella scabbia stessa, caratterizzata
da costante prurito, vi è senso di speranza nel paziente stesso, caratterizzato
da alti e bassi, ma anche da notevole espressività e reattività: è il paziente
che più manifesta desideri ed avversioni. La patologia è di solito solo di
natura funzionale. I sintomi mentali tendono ad indicare sempre il concetto di
“sforzo”);
Sicotico (sensazione
di debolezza permanente, irrimediabile, inadeguatezza perenne, che reagisce
difendendosi e nascondendo le proprie debolezze agli altri; tensione, ma anche riservatezza,
forte chiusura, forte ego e rigidità che rendono difficile il dialogo col
terapeuta, ma anche auto-evidente la diagnosi relativa al miasma di pertinenza.
Ha disturbi spesso di stampo auto-immune, fissi e specifici come fisse e
specifiche appaiono le sue idee, siti in organi specifici, non palesando una
debolezza generale, che tende invece a nascondere. Il nosode giusto è Medorrhinum. Si riscontrano di solito
sensibilità e reazioni allergiche. La tendenza mentale è quella di “nascondere”);
Luetico (essere
“oltre la salvezza”: disperazione totale, tentativo di “fare o morire” per
salvare se stessi, reazione disperata di fronte ad un compito sovrumano; ci si
sente circondati da nemici, l’organismo finisce per soccombere ad un totale
pessimismo andando verso l’autodistruzione… E’ legato all’età della senescenza
e il rimedio più utile è Mercurius
Solubilis. I rimedi che provocano malattie che terminano con la distruzione
tissutale vanno in generale bene per la Lue. Fra i sintomi mentali vi è una violenta
capacità distruttiva).
· Hahnemann riteneva che ogni miasma
derivasse dal non aver trattato le rispettive seguenti malattie: scabbia,
gonorrea e sifilide; i sintomi di tali malattie sarebbero, secondo lui, simili
a quelli da ritrovare nei singoli Miasmi caratterizzanti gli individui, quindi
tendenza a fasi acute piuttosto che croniche, a prurito e problemi epidermici,
a coliche e dolori lancinanti piuttosto che senso di debolezza e inadeguatezza
generale, etc. etc.
Successivamente,
sono stati individuati altri miasmi da Sankaran: Acuto (senso di forte minaccia dal mondo esterno, cui si reagisce
con forza uguale e contraria; tale reazione culmina o nella guarigione o nella
morte dell’individuo);
Tifoide (caratteristiche
sia dell’acuzia sia della lentezza, a metà strada fra il Miasma Acuto e quello
Psorico; la reazione alla minaccia dall’esterno è quella della lotta
persistente, intensa, che non si risolve in uno scontro all’ultimo sangue
nell’immediato, per cui ha spesso ottime probabilità di guarigione);
Malarico (fra
Miasma Acuto e Sicotico: minaccia acuta che sorge in modo intermittente,
cronicità, mancanza permanente di qualcosa, senso di persecuzione, idee fisse
ed ossessive; il rimedio è sempre China
Officinalis);
Dermatomicotico (vi
è sia la rassegnata accettazione, sia la lotta per il combattimento, quindi a
metà strada fra Psora e Sicosi, insorgenza improvvisa del sintomo ma con fasi
di latenza, lotta intensa alternata a fasi tranquille);
Cencerinico (posto
tra Sicosi e Lue, e si sviluppa quando lo stato di debolezza costante viene
sottoposto ad una tensione ed oppressione estreme; la sensazione che
grandissime aspettative si riversino su di lui e di dover compiere un compito
cui ci si sente incapaci di assolvere, una lotta per la vita poiché fallire
equivarrebbe a morire);
Tubercolinico (desiderio
di cambiamento per un senso di grave oppressione; reazione estrema, attività
intensa per liberarsi da tale sensazione; vi sono di solito disturbi
respiratori e polmonari cronici, raffreddori ricorrenti);
Lebbroso (tra
tubercolinico e luetico: disperazione intensa, oppressione con desiderio di
cambiamento, ripugnanza di sé, senso di abbandono, vergogna, senso di essere
odiato e disprezzato. Il nosode adatto è di solito Secale Cornutum).
Ogni
miasma corrisponde altresì ad un’età dell’uomo, oltre a fasi e gravità della
malattia.
• Il
miasma diventa tanto più profondo quanto più si scende di periodo nella Tavola Periodica, e quindi coerentemente con
l’aumentare del peso atomico degli elementi. Questo perché ciascun elemento,
man mano che si scende di periodo
(cfr. Scholten), ha bisogno di appoggiarsi agli altri e di dipendere da loro,
in quanto ne consegue e deriva.
· Il nosode è il prodotto del tessuto
sotto l’influenza della patologia infettiva. Sostanzialmente, essi sono
preparati da un tessuto malato in piena crisi infettiva, senza più possibilità
di guarigione, ed omeopatizzato. Rappresenta
le qualità tissutali che sono state sconfitte dall’infezione, nonché le
proprietà di sconfitta dell’intero processo collegato a tale infezione. I
nosodi sono il punto centrale del miasma.
· I sarcodi sono invece rimedi
ottenuti da secrezioni biologiche di organismi sani come la tiroide o l’ipofisi
o il miocardio etc., e che formano i cosiddetti rimedi organoterapici.
Regni: Il regno minerale ricomprende
sintomatologie legate alla struttura dell’individuo (professione, capacità di
realizzazione), all’organizzazione, quello animale
alla gerarchia, sopravvivenza e competitività, quello vegetale alla sensibilità, ai traumi e alle ferite, ai cambiamenti
e all’ambiente. Possono esservi, nel trovare il rimedio giusto, combinazione di
miasmi con tipi dei tre regni, ad esempio “sicotico-vegetale”, “psorico-animale”
etc.
Vi
sono, all’interno di questi, dei sottoregni, come ad esempio quello dei Sali e i Metalli nel Regno Minerale: nella fattispecie, i Sali in Chimica servono
a formare dei legami, delle relazioni, e possono quindi essere i rimedi adatti
ad un paziente che viva una problematica in tale direzione; chi ha una carenza
di un metallo ha invece un problema legato al suo ruolo e alla sua
realizzazione, poiché i metalli, anche in Natura, si impongono in maniera
forte.
I
tipi “minerali” possono ulteriormente essere suddivisi in anioni, cationi,
acidi, in base alle caratteristiche chimico-fisiche delle sostanze da cui sono
ottenuti i diversi elementi.
Il
tema principale dei Cationi è il bisogno di formare una relazione, di sostegno,
sicurezza, a seconda del gruppo (cfr.
Scholten) della Tavola Periodica cui afferiscono.
Quello
degli Anioni è quello di mantenere una relazione, di non restare soli, di non
essere traditi.
Essendo
due qualità complementari di un Sale, entrambe necessarie ma opposte, quella di
formare un legame e quella di rifiutarlo, i Sali sono composti dal Catione +
l’Anione, lo Ione Positivo + quello Negativo, per avere un equilibrio (per es.,
Natrum Muriaticum riunisce in sé,
come rimedio, l’ossessione per la tremenda ferita che provocherebbe la rottura
di una relazione fondamentale (Natrum Sodio:
Catione), con la capacità di prevedere tale potenziale rottura ed eventualmente
essere in grado di spezzare una relazione patologica (Muriaticum Cloro: Anione).
Gli
Acidi hanno per tema il combattimento seguito dal crollo, poiché, in un
elemento, l’acido corrispettivo rappresenta lo sforzo e il combattimento
costante nella direzione di tale elemento.
I
Metalli sono caratterizzati dalla difesa e dall’auto-realizzazione. Mentre la
prima linea dei Metalli (IV periodo nella Tavola Periodica degli Elementi:
Rame, etc.) pertiene più alla difesa che alla realizzazione personale, nella
seconda linea (V periodo: Argento, etc.) è il contrario, e invece nella terza
linea dei Metalli (VI periodo: Oro, etc.) sia difesa che auto-realizzazione
sono temi presenti in egual misura.
Le
persone appartenenti al Regno Minerale sogliono essere metodiche, organizzate,
vestono spesso con motivi geometrici, intraprendono professioni legate
all’informatica, alla contabilità, alla Finanza, e sono estremamente precise nel
fornire dettagli su se stesse o sul lavoro svolto.
Nel
Regno Animale sono presenti “classi”
così come concepite dalla nomenclatura in Zoologia: quindi Insetti, Serpenti, Mammiferi etc. Per una diagnosi differenziale,
un buon esempio è quello dell’instancabilità lavorativa, accompagnata dal
terrore di morire improvvisamente, proprio del regno degli Insetti.
Gli
individui che appartengono al Regno Animale hanno sempre tratti distintivi
rispetto agli altri: nell’abbigliamento, nei rapporti… Sono vigili, irrequieti,
vivaci, ossessionati dalla competizione, dal rifiuto, dall’isolamento,
riportano sensazioni molto legate alla sensorialità (“Mi sento…”).
La
loro peculiarità è l’essere in conflitto, in un vissuto scisso, l’esigenza di
attrarre l’attenzione su di sé, di competere, e al contempo la lacerazione col
vissuto propriamente umano, che li spinge spesso a disprezzare proprio quella
parte animale, che li porta di frequente ad utilizzare espressioni come “Dato
che siamo esseri umani e non bestie” etc.
Chi
afferisce alla classe degli Insetti, oltre che laborioso e frenetico e
terrorizzato da una morte violenta o dall’idea di essere attaccato, sarà
attratto (o violentemente respinto) dai colori sgargianti, estremamente vigile,
vivacissimo, impulsivo, talvolta delirante e preda di pensieri che si
affollano, incline alla danza. Apis
Mellifica, Aranea, Formica Rufa, etc.
Chi
è Serpente avrà paura di essere soffocato, inseguito, sarà incline a tramare e
ingannare (ricordiamo l’importanza del simbolo), sospettoso, spesso
chiaroveggente. Esempi di rimedi:
Lachesis, Crotalus Cascavella,
Dendroaspis Polyepsis, Elaps, Naja.
I Mammiferi si sentiranno legati e
appartenenti ad un gruppo, spesso pagando a caro prezzo questa appartenenza;
subiranno la lotta per la supremazia, il terrore dell’isolamento e
dell’abbandono, forte cura per i propri affiliati. I rimedi esemplari, per
curare le caratteristiche affezioni del “mammifero” (problemi al seno, ad
esempio), saranno Lac Humanum, Lac
Felinum, Lac Caninum, Lac Caprinum, Lac Leoninum, etc.
I
pazienti che afferiscono al Regno Animale hanno caratteristiche di solito molto
evidenti che li collegano a tale sfera, pertanto è generalmente più facile
catalogarli, rispetto ai più ambigui vegetali. Questi, per essere individuati,
necessitano di una considerazione accurata della:
-
Sensazione in sé da parte del paziente;
-
Reazione passiva (per es., confusione,
ottundimento in seguito alla sensazione in sé, che può essere quella di essere
feriti dagli altri);
-
Reazione attiva (per es., restituire il
colpo che si pensa di star per subire);
-
Compensazione (diventare un tipo
durissimo per incassare qualsiasi tipo di colpo).
Tendono
a prediligere tessuti floreali, tinte delicate, fantasie irregolari
nell’abbigliamento; sono spesso artisti, hanno una personalità a volte caotica
e poco organizzata, così come caotica e poco organizzata appare la loro grafia,
irritabili, instabili e mutevoli, ma sono anche estremamente sensibili, soprattutto
all’ambiente e alla Natura, molto descrittivi nell’eloquio, possono essere
molto dolci, e hanno la caratteristica di utilizzare espressioni verbali che
rimandino a colpi, traumi, ferite…
I
loro disturbi sono altresì mutevoli e rapidi, e il fattore causale è spesso lo
shock emozionale o fisico. Spesso hanno difficoltà ad intessere rapporti umani.
I
rimedi e le caratteristiche precipue variano in base alle classi botaniche (Anacardiacee, Cactacee, Conifere,
etc.). Ciascuna famiglia botanica ha una sorta di parola-chiave che la
caratterizza, molto utile per fare la diagnosi differenziale (per es.: “Essere
fermo”, “Legato” etc. è proprio della famiglia delle Anacardiacee, caratterizzate dall’idea di “essere preso”. Vedere le
tabelle di riferimento per i dettagli).
Comunque,
una volta analizzato il caso, simultaneamente andranno visionate le tre linee
di pensiero: quella legata alle Caratteristiche Principali, quella del Regno, e
quella del Miasma.
Da
notare bene che le parole stesse del paziente ci potranno dire la sostanza di
cui ha bisogno, di cui spesso ha una consapevolezza, in qualche modo, subconscia:
una sua osservazione, racconto, ricordo, possono suggerire un certo
attaccamento per un elemento della Natura specifico (un fiore, un minerale, un
certo animale…); importante anche la sensazione che il paziente suscita nel
medico. Infine, tutte le caratteristiche dovranno essere coerenti, combaciare.
Sempre porsi, alla fine del colloquio, la domanda “C’è qualcosa che non
combacia?”. Tuttavia, non si deve incorrere nel rischio di interpretare o
immaginare, ma sempre attenersi alle parole del paziente, senza estrapolare o
decontestualizzare mai.
Le
sensazioni sono spesso intercambiabili: per es., se qualcuno ha come sintomo
l’essere persecutorio, con tutta probabilità si sentirà a sua volta
perseguitato, e viceversa. Inoltre, le sensazioni e le azioni corrispondono in
maniera causale, per es. se qualcuno si gratta spesso, evidentemente ha una
sensazione di prurito, poiché il prurito provoca la necessità di grattarsi, e
allo stesso modo anche le emozioni sono solitamente uguali ed opposte. Anche il vedere nell’altro una caratteristica
propria, scatenerà una reazione, poiché rispondiamo solo a ciò che ci è
simile/ci appartiene, mentre non sentiamo affatto le altre cose.
Sinteticamente, si può riassumere con:
"Tu fai a te stesso quello che gli
altri fanno a te, e fai agli altri quello che vorresti fare a te stesso;
vittima e aggressore sono due aspetti di una stessa condizione" (cit.).
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